Settembre porta un’aria nuova, fatta di nuove possibilità e della voglia di migliorarsi negli ultimi mesi dell’anno. Ma settembre è anche il mese del ritorno in ufficio, della transizione dalle ciabatte ai mocassini, dal costume alla camicia. Quest’anno il ritorno in ufficio lascia indietro il minimalismo anonimo e lo stile si fa più personale: il guardaroba da lavoro smette di essere un’uniforme e diventa un vero e proprio spazio di espressione.
Il grande protagonista della stagione è il soft tailoring: giacche dalle spalle morbide, tessuti fluidi e silhouette che si muovono con il corpo, in netto contrasto con il completo rigido di un tempo. È un tailoring che asseconda la giornata invece di ingabbiarla, perfetto per chi passa dall’ufficio a un aperitivo senza il tempo di cambiarsi. Accanto, torna forte il richiamo agli anni ’80 con la power suiting: spalle definite, vita segnata, blazer strutturati che comunicano autorevolezza senza rinunciare alla femminilità.



Pelle e scamosciato conquistano gonne, pantaloni e giacche nelle tonalità calde dell’autunno. Cioccolato e bordeaux in testa, spesso abbinati a maglie morbide o camicie classiche per bilanciare struttura e comfort. Proprio le camicie sono tra i pezzi più interessanti della stagione: stampe originali, tessuti testurizzati e dettagli tridimensionali rompono la monotonia del classico button-down e diventano il pezzo su cui costruire l’intero outfit.



Chi cerca comodità senza rinunciare all’eleganza può puntare su pantaloni a palazzo, che restituiscono un’aria smart senza il peso della formalità, e su abiti pratici, midi e chemisier, veri salvavita nelle mattine di corsa, quando la scelta dell’outfit si riduce a un solo gesto.



Il tocco finale, quello che davvero fa la differenza, arriva dagli accessori: borse vintage oversize, cinture decise e scarpe statement trasformano anche il look più essenziale in un vero outfit da copertina. Non serve rifare il guardaroba da zero: basta un accessorio con carattere per far sembrare nuovo anche il blazer dello scorso anno.



Il consiglio per affrontare il rientro, allora, è semplice: puntare su pochi pezzi chiave e lasciare che siano loro a raccontare la propria versione dell’ufficio 2026. Il resto, tra riunioni e nuovi progetti, verrà da sé.